di Federico Porta
I Great Saunites vengono da Lodi e sono un duo basso e batteria. Oltre a propendere per questa soluzione piuttosto insolita, decidono di restringere ulteriormente il campo delle possibilità proponendo esclusivamente brani strumentali. “Delay Jesus ‘68” risente volutamente di una certa claustrofobia delimitata dalla sfida intrapresa dal gruppo, facendosi dunque apprezzare in partenza per il coraggio della proposta che li mette di fronte a una condizione non facile. I pezzi dell’EP in questione sono solo tre anche se di durata considerevole, almeno la title-track che sfiora il quarto d’ora. A questo punto si capisce che un po’ di coraggio è richiesto anche da parte dell’ascoltatore, e che i Great Saunites non cercano di sicuro la strada dell’immediatezza e del ritornello canticchiabile. Il suono d’insieme è corposo e massiccio e solo di tanto in tanto si colora di qualche intervento di tastiera e flauto suonati dal batterista L.Layola, mentre il basso di Atros alterna fraseggi in scioltezza ad accordi pieni e distorti. I brani scivolano tra momenti più cadenzati di stampo math-rock e altri più rarefatti decisamente psych anche se l’essenzialità degli elementi in gioco, ha il pregio di non conferirgli un’appartenenza ben precisa.
Pur riuscendo ad evitare di scadere nell’autocompiacimento o nell’esercizio fine a se stesso, se nella dimensione live trovano sicuramente il loro punto di forza, sul disco in alcuni momenti il risultato rischia di diventare un po’ ostico. “Delay Jesus ‘68” si conferma come un bel lavoro per un gruppo che cerca di guardare oltre, e i Great Saunites un’ottima sezione ritmica come confermato dalla loro uscita più recente (“Delay Jesus ‘68” è del febbraio 2011) condivisa con Lucifer Big Band, in cui gli orizzonti si ampliano attraversando atmosfere ambient-dark e che personalmente ho trovato più convincente. Lascio a voi la scelta ora.
http://www.distorsioni.net/rubriche/fermoposta/fermoposta-it/delay-jesus-68
di Fabrizio Agosti
Ci sono gruppi che ci mettono almeno cinque anni per realizzare un album, perché ogni suono deve essere assolutamente perfetto e soprattutto perché ci devono essere due canzoni che se sovrapposte ne devono generare una terza e il booklet deve essere più 3D di Avatar (mi piacciono i Tool, sia chiaro, ma certe cose sono assurde). Poi ci sono tipi loschi come i Great Saunites che se ne sbattono altamente di logiche di mercato e rilasciano quanto più materiale possibile, in questo caso uno split downlodabile gratuitamente con gli egualmente folli Lucifer big band. Discreti cambiamenti in casa TGS rispetto all'EP dell'anno scorso, almeno per quanto riguarda questi due brani. Le basi sono sempre quelle, ovvero musica strumentale lo-fi molto psichedelica e sporca costruita sulle pulsazioni del binomio basso-batteria, ma stavolta sono gli elementi di contorno a cambiare le carte in tavola. "Black City" introduce per la prima volta una voce nella musica del duo, appena sussurrata e percettibile, che enfatizza un brano che sembra una versione ipnotica della colonna sonora di uno spaghetti western polveroso e sgranato. "Medjugorje" pare decisamente un pezzo di rottura con il recente passato, ma dopo ripetuti ascolti sotto una psichedelia quasi retrò si annida sempre quel pulsare ritmico che arriva direttamente allo stomaco. Molto interessanti gli spunti che si percepiscono da questi due pezzi, segno che il duo ha voglia di sperimentare ed esplorare nuove dimensioni senza abbandonare i territori familiari.
I compagni di split Lucifer big band (che poi in realtà è il progetto solista del batterista dei Great Saunites, quindi tutta una roba in famiglia) invece ci devastano la psiche con un unico lungo brano di synth drone dominato da dissonanze e suoni disturbanti. Devastanti ma non glaciali come chi si approccia a questo tipo di musica partendo dalla freddezza del Black metal, i LBB lasciano intravedere un minimo di positività tra i suoni induttori di trance da spazio profondo di "Rakshasa chant". Chi ama certe atmosfere dei Sunn 0))) e Dolorism di sicuro apprezzerà.
Un ottimo split tra due realtà decisamente di nicchia, che propongono generi affini concettualmente ma diversi musicalmente, che meritano un ascolto da parte di chi vuole conoscere gruppi avanguardistici italiani che non suonino per forza Black metal. In tutti i casi è gratis, quindi tentar non nuoce!
http://www.heavyworlds.com/site/index.php/reviews/item/9256-the-great-saunites/lucifer-big-band-split-ep


