giovedì 21 marzo 2013

"The IVy" recensito su Terapie Musicali


The Great Saunites è Atros e Leonard Kandur Layola. Essenzialmente al basso; essenzialmente ai tamburi. Suonano insieme dal 2008 e fino ad ora hanno trovato tempo, modo e spazi per registrare due album, uno split condiviso con i più violenti Canide e un ep in parte anticipatore di questo terzo parto discografico realizzato a stretto contatto con la Lucifer Big Band (entità sonora parallela dello stesso Layola, al secolo Angelo Bignamini nonché factotum del progetto). Di certo una band a cui non piace stare con le mani in mano e che ha saputo destare l'attenzione di molti addetti ai lavori se per il nuovo album, rigorosamente in vinile limitato a 300 esemplari, ma con la possibilità di un download digitale per i suoi possessori, si sono mosse con celerità un manipolo di etichette specializzate nel supporto di realtà e suoni alternativi come il post rock contaminato proposto dal duo lodigiano. Mai Atros e Layola si erano espressi su minutaggi così brevi come accade nell'iniziale Cassandra, inattesa corsa verso l'ignoto puntellata da una chitarra impertinente e caratterizzata da suoni monchi di tastiera; mai avevano trovato spazio sui loro lavori atmosfere così eteree e rilassate, quasipinkfloydiane, come la psichedelica Bottles & Ornaments  mette bene in evidenza. Eppure ciò che va sottolineato è la totale libertà d'espressione pienamente compiuta e non più riconducibile ad un solo genere musicale. L'arpeggio continuato di Ocean Ravesè lì a dimostrarlo: brano sostanzialmente di cantautorato folk, la quarta traccia dell'lp disegna scenari sconosciuti ai sostenitori della prima ora, ma consente una fruibilità maggiore a chi vorrà ascoltare; anomalo cavallo di Troia a ridosso della facciata B occupata dall'unico, entusiasmante, pachidermico brano che dà il titolo all'album. The Ivy è il nuovo corso. O forse solo l'intuizione folgorante di un momento ben preciso all'interno della parabola discografica del duo. Oltre 19 minuti di straniante sospensione che rappresentano un viaggio della mente personalissimo, ombroso e vibrante; non privo di imperfezioni, ma, proprio in virtù di ciò, policromo e cangiante. Una jam session che poco per volta, minuto dopo minuto, visita ambienti sonori differenti sollecitando per tentativi suggestioni a cavallo tra il post rock e le derive dell'avanguardia sperimentale. Le sorprese continuano e terminano con la già nota Medjugorje, abrasiva cavalcata spaziale presente in altra versione sul precedente ep e ora riadattata alle esigenze performative dell'Anno Domini 2013. Anche in questo modo dunque THE IVY compendia le nuove istanze al recente passato, conservandolo e al tempo stesso superandolo per progressione; è disco umorale, coriaceo e ciclico. Rampicante. Proprio come l'edera.

http://terapiemusicali.blogspot.it/2013/02/the-ivy-great-saunites-have-you-said.html

domenica 10 febbraio 2013

venerdì 18 gennaio 2013

Recensione e streaming dello Split TGS/CANIDE su "ROCKIT"

di Michele Montagano


Un 12", due lati e nove pezzi. Il sodalizio artistico tra Canide e The Great Saunites è un viaggio a testa bassa attraverso le incompromissorie abrasioni e violenze uditive degli anni novanta più storti e marciscenti. Se da un lato il quartetto Canide mastica e rielaba con discreta irruenza ed un certo tiro (su tutte "I Rape You" e "Murder Corporate") il math rock e post-core di casa Touch & Go (Shellac e Jesus Lizard in primis), unendo le suggestioni del tempo ad un'aperta vena hard -rock,  il duo basso e batteria The Great Saunites dà forte prova di sè in un sabba di oscura e marziale psichedelia ("Santa Ertna", "Thans Human Express") alternata a convulsioni noise in bilico tra math-post rock e sperimentazione straniante  ("Untitled whit Gain", "Kitsune").
Uno split tra due band molto diverse tra loro ma che in comune traggono linfa vitale da quel destrutturare e tingere di bile le pareti uditive dell'animo di cui tanto si seppe dar prova dalla fine degli anni'80 alla prima metà dei nineties. Ascolto decisamentte consigliato agli amanti del rock Albiniano anche se, per chi scrive, i Great Saunites hanno nel complesso una marcia in più ed una personalità maggiormente in evidenza.


http://www.rockit.it/recensione/20404/canidethe-great-saunites-cinghiale-17-split