Informazioni personali
giovedì 5 marzo 2020
Recensione PGTGS su MUSIC ON TNT
Non ho mai amato gli split album, ma questo è un problema soggettivo, quindi tento di superare quella sensazioni di incompletezza che sono solito provare in questi casi e mi impegno ad imprigionare le sensazioni personali, aiutato di certo da un disco che, in verità, sto ascoltando da giorni, non certo per avallare la mia tesi iniziale, quanto per godere di un sound piacevolmente narrativo.
Protagonisti di questa nuova proposta di Peyote Press sono Palmer Generator e The Great Saunites due ensemble impolverate da un underground più che mai vivo. Le band, già unite da esperienze live, portano le loro libere idee sotto l’egida di Bloody Sound Fucktory, Brigadisco e Il verso del cinghiale sotto forma di vinile da 180 grammi, per dare alle stampe due lati di un’unica realtà iconica e creativa.
A dare battesimo a questo PGTGS è Mandrie, suite in due parti in cui le venature post rock dei Palmer Generator disegnano impronte sonore reiterate e cadenzate, delineate da un fil rouge ipnotico e filmico, perfetto nel raccontare in maniera silente le strutture emozionali non troppo discoste da sensazioni tipicamente nordiche. La visività dei cambi direzionali ci porta poi verso le metriche artistiche di Zante, in cui The great Saunites mostrano attitudini più spigolose ed ossessive. Infatti, proprio come già ci hanno abituato in passato, il duo si ritrova a raccontare dinamiche circolari che, grazie alla loro accogliente ridondanza, definiscono una riuscita autostrada verso l’ascolto attentivo. Il sound, senza dimenticare accenni anni ’70, mostra ritorni surreali e tratti melanconici, ben bilanciati a mezzo di intuizioni rock, da cui emergono i tamburi di Leonard Layola, motore esecutivo di tracciati piacevolmente fuorvianti.
Dunque, se come me non amate gli split album…fate un’eccezione perché in questo caso è la giusta direzione da prendere.
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Recensione su MUSIC.IT MAGAZINE
di Mirco Calvano
I Palmer Generator e i The Great Saunites presentano “PGTGS”, il loro split album uscito il 2 marzo.
I primi sono: Michele, Tommaso e Mattia Palmieri; un padre, suo fratello e suo figlio. Rispettivamente a basso chitarra e batteria. I The Great Saunites sono: Atrx al basso e alle tastiere, L. Layola ai tamburi e all’elettronica e, eccezionalmente, Paolo Cantù alla chitarra e al clarinetto.
I Palmer Generator, per “Mandrie (Pt.1)” e “Mandrie (Pt.2), presentano un sound tra il rock e la psichedelia. Sonorità trascinanti e ipnotiche, che avvolgono l’ascoltatore e lo “imprigionano” per tutta la durata (decisamente abbondante) dei due brani che compongono il lato A di questo “PGTGS”.
I The Great Saunites nel loro “Zante” presentano un sound che tra psichedelia e atmosfere ossessive e circolari, tiene banco per quasi 18 minuti. Come in una sorta di rituale martellante, questo pezzo sembra quasi una lunga improvvisazione dal carattere noise.
Sicuramente c’è molta affinità tra queste due band. Questo split nasce proprio con l’idea di unire queste due realtà sonore in funzione di un percorso sonoro avvolgente e decisamente particolare. “PGTGS”è un disco impegnativo. È un disco che si avvolge su se stesso e sembra incatenare l’ascoltatore in questi 37 minuti di pura espressività.
Il tutto viene un po’ penalizzato sia dalla lunghezza dei brani che dal loro essere completamente strumentali. Brani come “Mandrie (P.t2)” e “Zante”, i più lunghi del disco, fanno perdere il focus del discorso e possono risultare ridondanti.
Ovviamente stiamo parlando di due generi non semplicissimi ma, in termini di strumentale, sembra che a “PGTGS” manchi un po’ un punto di arrivo. Un momento sonoro o concettuale verso il quale convergere e verso il quale portare un ascoltatore a metà tra l’affascinato e il disorientato. Sicuramente “PGTGS” ha tante sfumature sonore interessanti che riescono a coinvolgere pienamente l’ascoltatore.
Altro punto a favore del disco è questo sound così “opprimente” che sicuramente saprà appassionare gli ascoltatori amanti di un certo tipo di sonorità.Per quanto riguarda il focus del disco, come abbiamo già detto, è forse il tasto dolente dei Palmer Generator e dei The Great Saunites, assieme alla durata forse eccessiva dei brani.
Probabilmente questi ultimi due punti sono una scelta artistica delle due band, il problema è che potrebbero annoiare un certo tipo di ascoltatore e, di conseguenza, allontanarlo dal disco.Scegliere di registrare uno split non è (quasi) mai una scelta commerciale.
È una dimostrazione di rispetto e di stima e la cosa va benissimo così, anche se il risultato non è proprio ottimale. “PGTGS” forse manca un po’ di focus e potrebbe suonare ridondante a tratti, ma ciò non toglie il fatto che ha al suo interno parecchie idee interessanti che meriterebbero di essere approfondite.
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PGTGS recensito da MUSIC MAP
di Matteo Preabianca
Inizialmente, mi sono annoiato molto ad ascoltare questo album, uno split che presenta due diverse band, i Palmer Generator ed i Great Saunites. Per abitudine e correttezza, ascolto tutto sempre tre volte. Stavolta, sentendomi in colpa, l’ho ascoltato quattro volte. Niente da fare. Mi annoiava. Nel 2020, non comprendevo il senso di questa opera.
Non comprendevo perche’ ci fossero persone che pensavano che si potesse comporre, creare e scrivere a prescindere dall’avere qualcosa da dire. Si puo’ anche suonare tra amici, senza pubblicare nulla. Avrebbe piu’ senso e dignita’, pensavo, invece di condividere canzoni che non apportano nulla in piu’ al panorama artistico odierno o non sfidano la nostra mente a porci domande.
Senza ombra di dubbio, i Palmer Generator ed i Great Saunites sono bravi musicisti: e quindi questo, pensavo, dovrebbe giustificare il fatto di una pubblicazione? Personalmente, non credevo. Mi piacevano molto i titoli dei brani, ''Zante'' e ''Mandrie'', poi, quando li ascoltavo, prevedevo ogni passaggio e pure quello successivo: “la chitarra ora fa cosi, la batteria ora fa questo groove, ecc.”.
Pero'...
Pero’ non avevo capito niente. E’ solo alla nona volta che l’opera, per qualche strana ragione, si apre, mi fa respirare. Allora a quel punto, scopro tutte le sfumature, I dettagli su cui non mi ero superficialmente soffermato. Ci sono delle finezze in ogni brano ma io non potevo coglierle, in quanto tali. Quindi, come non detto.
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martedì 3 marzo 2020
RECENSIONE su FOTOGRAFIE ROCK
Il 2 marzo 2020 esce PGTGS, lo split album condiviso da Palmer Generator e The Great Saunites,
edito per Bloody Sound Fucktory, Brigadisco Rec., Il Verso del
Cinghiale Records; tre etichette indipendenti da sempre attente alle
sonorità aspre e psichedeliche della scena post rock tricolore.
La tracklist di questa nuova release è suddivisa in due tracce: Mandrie, a firma degli anconetani Palmer Generator, e Zante dei The Great Saunites, band proveniente da Lodi.
Il lato A si apre con i 17 minuti di Mandrie, l’inedito del trio marchigiano a conduzione familiare dei Palmer Generator (Michele, Mattia e Tommaso Palmieri: rispettivamente padre, figlio e zio a basso, batteria e chitarra, che dal 2010 ad oggi hanno pubblicato tre album), con il quale la triade dei Palmieri mette insieme ritagli heavy rock, space rock e krautrock, cercando di dare continuità a quella pista sonora intrapresa già parecchi anni fa.
I Palmer Generator tracciano solchi motorik più marcati e profondi, rendono omaggio alle strutture geometriche dei Neu, ampliano lo spettro delle proprie frequenze e smussano alcune sfaccettature del passato, pur mantenendone intatto il registro primordiale. Atmosfere dilatate e attitudine post-punk sono le sirene che seducono l’ascoltatore in questo lungo trip sensoriale, rilassante ed inquieto al tempo stesso.
Il lato B si apre, invece, con le sonorità avant-garde di Zante: composizione di 19 minuti dei Great Saunites, duo composto da Marcello Groppi e Angelo Bignamini con base Lodi e in attività già da un decennio. La proposta musicale dei due musicisti, coadiuvati da Paolo Cantù (Makhno, A Short Apnea, Uncode Duello), qui presente in veste di terzo elemento al clarinetto e alla chitarra, è una session sperimentale dalle forme mutevoli, che raccoglie stili e influenze del passato e li mescola al proprio schema cromatico senza concedere punti di riferimento.
I Great Saunites riescono a combinare ogni elemento con trame cangianti e paesaggi non convenzionali, attraverso un sottofondo di amplificatori distorti, serpentine percussive tribali e ambient che oscillano tra giochi di luce e suoni della natura, facendo propria la lezione dei Tortoise e dei Tangerine Dream.
PGTGS è un lungometraggio sonoro eclettico ed interamente strumentale nel quale si fondono elementi post-punk, post-rock e avant-garde: musica cosmica e rumori pre-industrial, dove psichedelia ed Oriente si incontrano. Nessuna facile catalogazione, bensì tanta immaginazione ed atmosfere visionarie, con un solo comun denominatore: la sperimentazione.
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La tracklist di questa nuova release è suddivisa in due tracce: Mandrie, a firma degli anconetani Palmer Generator, e Zante dei The Great Saunites, band proveniente da Lodi.
Il lato A si apre con i 17 minuti di Mandrie, l’inedito del trio marchigiano a conduzione familiare dei Palmer Generator (Michele, Mattia e Tommaso Palmieri: rispettivamente padre, figlio e zio a basso, batteria e chitarra, che dal 2010 ad oggi hanno pubblicato tre album), con il quale la triade dei Palmieri mette insieme ritagli heavy rock, space rock e krautrock, cercando di dare continuità a quella pista sonora intrapresa già parecchi anni fa.
I Palmer Generator tracciano solchi motorik più marcati e profondi, rendono omaggio alle strutture geometriche dei Neu, ampliano lo spettro delle proprie frequenze e smussano alcune sfaccettature del passato, pur mantenendone intatto il registro primordiale. Atmosfere dilatate e attitudine post-punk sono le sirene che seducono l’ascoltatore in questo lungo trip sensoriale, rilassante ed inquieto al tempo stesso.
Il lato B si apre, invece, con le sonorità avant-garde di Zante: composizione di 19 minuti dei Great Saunites, duo composto da Marcello Groppi e Angelo Bignamini con base Lodi e in attività già da un decennio. La proposta musicale dei due musicisti, coadiuvati da Paolo Cantù (Makhno, A Short Apnea, Uncode Duello), qui presente in veste di terzo elemento al clarinetto e alla chitarra, è una session sperimentale dalle forme mutevoli, che raccoglie stili e influenze del passato e li mescola al proprio schema cromatico senza concedere punti di riferimento.
I Great Saunites riescono a combinare ogni elemento con trame cangianti e paesaggi non convenzionali, attraverso un sottofondo di amplificatori distorti, serpentine percussive tribali e ambient che oscillano tra giochi di luce e suoni della natura, facendo propria la lezione dei Tortoise e dei Tangerine Dream.
PGTGS è un lungometraggio sonoro eclettico ed interamente strumentale nel quale si fondono elementi post-punk, post-rock e avant-garde: musica cosmica e rumori pre-industrial, dove psichedelia ed Oriente si incontrano. Nessuna facile catalogazione, bensì tanta immaginazione ed atmosfere visionarie, con un solo comun denominatore: la sperimentazione.
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INTERVISTA su RADIO CITTA' APERTA
Ecco il podcast dell'intervista per la trasmissione "Puzzle" , condotta da Gianluca Polverari. Si parla tra le altre cose del nuovo split con i Palmer Generator.
https://www.radiocittaperta.it/
ascolta qui
https://www.radiocittaperta.it/
ascolta qui
domenica 1 marzo 2020
PGTGS out now!!
PGTGS è il nuovo split tra Palmer Generator e The Great Saunites, disponibile in vinile e digitale. Prodotto da Bloody Sound Fucktory, Il Verso del Cinghiale e Brigadisco.
Tracklist:
- Mandrie (Palmer Generator, lato A)
- Zante (The Great Saunites, lato B)
Artwork di Mattia Palmieri
STREAMING/DOWNLOAD: https://thegreatsaunites.bandcamp.com/album/pgtgs
BUY: https://bloodysound.bandcamp.com/album/pgtgs
Tracklist:
- Mandrie (Palmer Generator, lato A)
- Zante (The Great Saunites, lato B)
Artwork di Mattia Palmieri
STREAMING/DOWNLOAD: https://thegreatsaunites.bandcamp.com/album/pgtgs
BUY: https://bloodysound.bandcamp.com/album/pgtgs
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