lunedì 15 giugno 2020

PGTGS recensito su FREAKOUT MAGAZINE

di Vittorio Lanutti

Sono gli Ep e le collaborazioni come queste che mantengono alto il valore dell’indie rock, della voglia di sperimentare, di contaminarsi, di aprirsi ad altri stili e soprattutto di dilettarsi a suonare qualcosa di innovativo. Essere fuori dagli schemi del mainstream e trasmettere qualcosa di reale esprimendo la vera esigenza comunicativa degli artisti. Conosciutisi nel 2016, nell’ambito del Field Fest i marchigiani Palmer Generator e i lombardi The Great Saunites sono divenuti amici e nel tempo hanno maturato l’idea di divedere un disco. Così dal 2017 hanno iniziato a buttare giù delle idee fino alla realizzazione di questo Ep dal titolo “PGTS” composto da tre brani. 

I primi due sono due tracce dello stesso brano, “Mandrie” dei Palmer Generator parte dal loro background post rock-noise regalandoci sonorità nelle quali si inerpicano in circolarità evocative e avvolgenti, con cambi di registro stilistico estremamente intensi e in grado di costruire pattern post-rock dialettici, che, come per il resto della loro produzione, vien voglia di ascoltare ancora e ancora. 

Per la realizzazione del loro brano “Zante” i Saunites si sono fatti affiancare da Paolo Cantù (Makhno, A Short Apnea, Uncode Duello, SMWM), presente con clarinetto e chitarra, in un brano sospeso tra un flebile free-jazz e momenti liquidi sperimentali tanto delicati quanto profondi e con tratti psichedelici; in altre parole  sperimentazione pura ma non fine a se stessa che induce l’ascoltatore a mettersi in contatto con le sue parti oniriche.



LEGGI QUI

Nessun commento:

Posta un commento